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Incassi contanti superiori a 1000 euro cittadini stranieri – unico conto

 

Dal 26 luglio 2012, i commercianti al minuto e gli operatori del turismo che ricevono pagamenti in contanti sopra i mille euro da cittadini stranieri, provenienti da Paesi diversi da quelli dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo e, naturalmente, residenti fuori dal territorio italiano, possono manifestare, oltre all’intenzione di avvalersi della deroga al tetto dei mille euro introdotta dal Dl 16/2012, anche il proposito di versare il denaro incassato su più conti correnti a loro intestati.

Tutto ciò grazie all’aggiornamento del software che permetteva di inviare una sola comunicazione relativa ad un solo numero di conto

Gli step normativi
La deroga alle norme sulla limitazione all’uso del contante vede la luce con il decreto sulle semplificazioni tributarie (articolo 3, commi 1 e 2, Dl 16/2012) che, nel concedere, ai commercianti al minuto e alle agenzie di viaggio e turismo, di accettare pagamenti in contanti, da parte di turisti stranieri anche pari o superiori a mille euro, subordina la facilitazione a una serie di adempimenti scanditi da un provvedimento direttoriale dell’Agenzia arrivato il 23 marzo scorso, portando con sé anche il modello di comunicazione per aderire alla deroga. Poi, è stata la volta del relativo software per inviarlo (la data ultima, prevista a quel tempo, era il 10 aprile).

In sede di conversione del Dl (legge 44/2012), sono intervenute sostanziali modifiche. In particolare, il legislatore ha introdotto un limite anche per i pagamenti cash degli stranieri, fissandolo a 15mila euro, e l’obbligo di comunicare alle Entrate gli estremi del conto corrente del cedente o prestatore nel quale confluiranno i liquidi.
Così, con un ulteriore provvedimento del 2 luglio, è stato approvato un nuovo schema di comunicazione, che ha recepito le modifiche normative e ha spostato al prossimo 31 luglio la scadenza della trasmissione per chi aveva già provveduto con il vecchio modello.

Arriviamo al punto. In sostanza, il problema che ha portato all’aggiornamento del software nasce dalla formulazione al singolare della previsione normativa, che offre la possibilità di individuare (e comunicare) un unico conto corrente, mentre, nella realtà, gli operatori interessati dalla deroga possono avere più conti correnti.

La nuova versione dell’applicativo, funziona così: il cedente del bene o il prestatore del servizio deve trasmettere tante comunicazioni quanti sono i conti correnti che intende utilizzare, barrando, al momento di compilare una nuova comunicazione, la casella “Utilizzo di più conti correnti per il versamento del contante” e assegnando a ciascun conto un numero progressivo e un “indizio” (ad esempio, la denominazione o l’indirizzo della sede o dell’unità locale).
Se è stata già inviata una comunicazione senza barrare la casella, l’invio di un’altra con l’indicazione di un “progressivo conto” sostituisce i dati precedentemente trasmessi. Per segnalare gli ulteriori conti utilizzati devono essere inviate nuove comunicazioni specificando i relativi numeri progressivi.
Inoltre, per modificare i dati relativi a un conto già “noto”, va compilata sempre una ulteriore comunicazione con l’indicazione del numero progressivo assegnato, in prima battuta, al conto che si vuole aggiornare.

Per gli interessati che hanno già adempiuto, utilizzando il vecchio schema, il termine da rispettare per trasmettere le nuove informazioni resta immutato: il 31 luglio.

Fonte: Fisco Oggi – in attualità – Paola Pullella Lucano

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marco natóli
 
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